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Analisi dei modelli | |
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I
modelli in gesso sono utili oltre che per la
documentazione del caso, anche come supporto per una corretta valutazione
diagnostica delle problematiche ortodontiche del paziente. Importante
a questo fine è ottenere delle ottime impronte esenti da bolle, con
evidenziate le strutture dentarie e le parti molli ( fornice compreso )
della bocca. Indispensabile
è una corretta squadratura. I
modelli devono essere articolati con la cera di occlusione presa in
posizione di massima intercuspidazione. Per
facilitare la valutazione dei rapporti interarcata dei modelli,è
opportuno che le basi degli stessi siano parallele tra loro e al piano
occlusale,la parete posteriore sarà parallela al piano sagittale (
riferito al paziente ) ed alle due basi precedentemente ricavate. L'esame
dei modelli consente di analizzare la situazione endorale secondo le tre
dimensioni dello spazio anche senza la presenza del paziente. Per
una visione completa vengono esaminati sia in intercuspidazione tra loro
che presi singolarmente. Dai
modelli intercuspidati possiamo
evidenziare : 1.
La classificazione della malocclusione secondo Angle. 2.
Overjet e overbite. 3.
Coincidenza o meno delle linee mediane. 4.
Cross-bite e scissor-bite. 5.
Inclinazione assiale dei denti. 6.
Inserzione dei frenuli e presenza di recessioni gengivali. Dai
modelli presi singolarmente possiamo evidenziare : 1.
Forma delle arcate ( ogivale, rastremata, larga, stretta, a
clessidra, ecc.). 2.
Ampiezza delle arcate in senso trasversale e sagittale. 3.
Simmetria delle emiarcate. 4.
Grandezza dei denti. 5.
Rapporto tra spazio disponibile e spazio necessario ( set-up ). 6.
Anomalie di forma dei denti. 7.
Anomalie di numero. 8.
Anomalie di posizione orizzontale o verticale. 9.
Rotazioni, inclinazioni, traslocazioni, dislocazioni. 10.
Diastemi e spazi interdentali. 11.
Analisi degli assi coronali dei frontali superiori e inferiori (
con sezione dei modelli ). 12.
Curva di Spee. 13.
Curva di Wilson ( modelli segati ). 14.
Indice di Bolton. 15.
Presenza di faccette di usura. 16.
Fratture dentali. 17.
Carie destruenti. 18.
Bozze della mucosa da inclusioni dentarie o altra patologia. 19.
Analisi delle basi apicali. 20.
Forma o profondità della volta palatina. 21.
Discrepanza trasversale ( mancata coordinazione ). Dr.
Antonio Paolo Dal Soglio Bibliografia 1.
Bondi M. : Terapia
ortopedica e funzionale dell'apparato stomatognatico.
II ed. Masson 1993. 2.
Graber T.M. :
Concetti e tecniche correnti di ortodonzia. Saunders
W.B. Co.1962. 3.
Rakosi T., Jonas I. :
Diagnostica ortognatodontica. Masson
1992. |